Arredo biblioteca: il progetto della nuova Biblioteca Comunale di Pianiga

La nuova Biblioteca Comunale di Pianiga fa parte del recupero di Villa Querini Calzavara Pinton, complesso storico del paese oggetto negli ultimi anni di un importante intervento di riqualificazione. La Villa risale al XVI secolo, e il recupero ha progressivamente restituito questi spazi alla cittadinanza.

Bado Office ha seguito il progetto di arredo della nuova biblioteca partendo dagli ambienti ancora vuoti, cercando per ogni zona una soluzione coerente con l’architettura e, soprattutto, con il modo in cui quello spazio sarebbe stato utilizzato.

La biblioteca precedente non era una sede datata: era stata realizzata durante il primo stralcio di recupero della Villa ed era rimasta in uso per qualche anno. Con il completamento dell’intervento sull’intero complesso si sono però resi disponibili spazi più ampi, e questo ha permesso di organizzare la biblioteca in modo diverso, con aree più definite e maggiori possibilità di utilizzo.

Il punto di partenza: arredare senza appesantire

Quando abbiamo iniziato a lavorare sul progetto, gli ambienti avevano già un’identità molto forte. Le grandi vetrate, il rapporto continuo con il parco, le travi in legno, le strutture nere, i soffitti inclinati e le doppie altezze erano elementi che non aveva senso coprire o contrastare.

Il lavoro è stato piuttosto far sì che l’arredo entrasse negli spazi senza appesantirli.

Per questo abbiamo lavorato con pochi materiali e pochi colori: legno, grigio, nero e verde. Una scelta semplice, che ci ha permesso di mantenere continuità tra i diversi ambienti senza togliere importanza all’edificio.

L’ingresso e la reception su misura

Una delle prime zone su cui abbiamo lavorato è stata l’accoglienza.

Il bancone reception è stato realizzato su misura per adattarsi agli spazi e alle esigenze operative del personale. Non volevamo un elemento troppo pesante: per questo il fronte è stato alleggerito con un pannello a canneto verticale e con una finitura lignea che riprende altri elementi presenti nell’edificio.

Sul retro sono state organizzate le postazioni di lavoro, i contenitori e gli spazi tecnici necessari alla gestione quotidiana della biblioteca.

Di fronte alla reception abbiamo creato una zona più informale, con poltroncine, tavolino e scaffali per i libri a cui si vuole dare risalto — best seller, novità, segnalazioni.

La parete in verde stabilizzato

Qui si trova uno degli elementi più riconoscibili del progetto: di fronte all’ingresso, una parete in verde stabilizzato con la scritta “Biblioteca Comunale”, incorniciata in una struttura a pannello retroilluminata a LED.

La scelta del verde non è casuale. Le grandi vetrate mettono continuamente in relazione l’interno con il parco, e ci sembrava naturale richiamare questo elemento anche dentro la biblioteca. Nella parete sono stati inseriti anche piccoli espositori in legno, utili per libri, pubblicazioni e materiale informativo.

Comfort acustico nelle doppie altezze

Sia la zona d’accoglienza sia quella con le poltroncine presentavano uno spazio a doppia altezza. Siamo intervenuti con pannelli acustici Snowsound-Up fissati su struttura sospesa.

Il nero del materiale fonoassorbente e la caratteristica forma a onda si integrano con l’ambiente, trattando le zone a più alta affluenza e garantendo un miglioramento acustico percepibile su tutto lo stabile. In un edificio con soffitti inclinati, superfici dure e doppie altezze, il riverbero è il primo problema da risolvere: senza un intervento dedicato, una biblioteca frequentata diventa rapidamente inutilizzabile per chi studia.

Gli spazi al piano terra

Il piano terra raccoglie le funzioni più dinamiche della biblioteca: l’ingresso, l’area bambini, l’emeroteca e le zone informali. La distribuzione generale era già definita nel progetto dell’edificio; il nostro lavoro è stato dare a ciascuna zona un carattere preciso, mantenendo un linguaggio comune.

L’area bambini

Nell’area bambini abbiamo lavorato su proporzioni più basse e arredi semplici: tavolo rotondo, sedute dedicate, scaffalature facilmente accessibili.

Non volevamo però creare una stanza troppo “tematizzata”. Per questo i colori restano quelli del resto della biblioteca, con qualche richiamo verde. Accanto agli arredi per i più piccoli ci sono anche tavoli e sedute tradizionali, così da poter usare lo spazio per letture, laboratori e attività di gruppo. La parete attrezzata, inoltre, ha permesso di isolare acusticamente ulteriormente la stanza.

La cabina acustica

Tra gli elementi inseriti nella nuova biblioteca c’è anche una cabina acustica individuale, indicata nel progetto come spazio per l’ascolto e per attività che richiedono maggiore isolamento.

È una soluzione semplice ma utile, soprattutto oggi che una biblioteca non viene usata soltanto per leggere: può servire per ascoltare contenuti, studiare a voce alta, fare una telefonata, seguire una videoconferenza o svolgere attività che disturberebbero chi sta studiando.

Postazioni per tutti

La cabina e tre tavoli sono posizionati davanti alla vetrata, rivolti verso il parco della Villa. Uno dei tavoli è regolabile in altezza tramite pulsantiera elettrica: in questo modo è utilizzabile da tutti gli utenti, per una completa inclusività.

È un dettaglio che negli spazi pubblici conta più che altrove, perché la postazione deve funzionare per chiunque entri, senza bisogno di chiedere assistenza.

Il piano superiore: studio e consultazione

Salendo al primo piano cambia il modo di utilizzare la biblioteca: qui gli spazi sono dedicati soprattutto allo studio e alla consultazione. È probabilmente la parte dell’edificio dove il rapporto con la luce e con il parco si percepisce di più.

Vetrate, lucernari e copertura inclinata rendono gli ambienti molto luminosi, quindi abbiamo cercato di lasciare il più possibile libero lo spazio centrale:

  • le scaffalature principali sono state portate lungo le pareti;

  • in corrispondenza dei parapetti abbiamo utilizzato elementi più bassi, per non chiudere la vista sulle doppie altezze;

  • al centro trovano posto i tavoli di studio e consultazione.

Anche qui abbiamo mantenuto finiture neutre, proprio per non creare troppo rumore visivo.

Un progetto che parte dallo spazio, non dal catalogo

Questa biblioteca è stata per noi un progetto interessante proprio perché non si trattava di scegliere una serie di prodotti. Ogni zona richiedeva una valutazione diversa.

Il risultato finale nasce da un insieme di scelte abbastanza semplici, ma pensate una per una sullo spazio reale.

Cosa serve per arredare una biblioteca pubblica

Al di là di questo progetto, alcuni temi ricorrono in ogni intervento di arredo per spazi pubblici e biblioteche:

  • Comfort acustico — ambienti ad alta affluenza con superfici dure richiedono un trattamento dedicato, non un ripensamento successivo.

  • Zone con funzioni diverse — lettura, studio individuale, gruppi, bambini, ascolto: ognuna ha esigenze di arredo e di isolamento proprie.

  • Accessibilità — altezze dei banconi, larghezze di passaggio, almeno una postazione regolabile: requisiti, non optional.

  • Resistenza all’uso intensivo — finiture e meccanismi devono sopportare un utilizzo pubblico continuo.

  • Rispetto dell’architettura — in un edificio storico recuperato l’arredo accompagna, non compete.

  • Materiali certificati — negli appalti pubblici i requisiti CAM sono vincolanti.

Il risultato

La nuova biblioteca offre oggi possibilità che nella precedente sistemazione erano più difficili da organizzare: zone per lo studio individuale, tavoli per piccoli gruppi, spazi per bambini e ragazzi, aree relax e postazioni più isolate.

Il libro resta naturalmente il centro della biblioteca, ma intorno ci sono molti modi diversi di utilizzare gli ambienti.

Ed è proprio questo il risultato che cercavamo: un arredo che non si notasse soltanto per il suo aspetto, ma che rendesse la biblioteca più semplice da usare e più piacevole da vivere.

Progettiamo il tuo spazio pubblico

Dal 1980 Bado Office progetta e realizza arredi su misura con ufficio tecnico e falegnameria interni. I nostri arredi rispondono ai requisiti CAM (Criteri Ambientali Minimi) e sono certificati CATAS e FSC®, requisiti essenziali negli appalti pubblici.

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